PERCHÈ BUDDHISMO

Quando studiamo il Buddhismo in realtà stiamo studiando noi stessi, stiamo imparando a conoscere la natura della nostra mente.
L’accento non viene posto su aspetti tanto elevati quanto su cose pratiche, su come vivere la vita quotidiana, integrandola nella mente, in modo che quest’ultima diventi serena ed equilibrata.
Una tendenza istintiva della mente umana è la ricerca della felicità, ma se il nostro stile di vita dà troppa importanza al mondo dei sensi, al quale ci attacchiamo in modo eccessivamente emotivo, ciò è molto pericoloso perché perdiamo ogni controllo.
Di controllo e di equilibrio tutti noi abbiamo bisogno, soprattutto coloro che vivono in modo materialistico e sono psicologicamente troppo attaccati agli oggetti esteriori. Secondo la filosofia buddhista, una mente di questo tipo non è sana, è malata.
Ora già sappiamo che il solo progresso tecnologico e scientifico non può soddisfare i desideri del nostro attaccamento o eliminare i nostri problemi emotivi.
Il metodo contenuto negli insegnamenti del Buddha ha lo scopo di mostrarci la natura fondamentale della mente umana, con le sue potenzialità, affinchè possiamo svilupparle al massimo.
Questo metodo non implica una fede cieca nei processi metafisici, ma conduce piuttosto alla loro comprensione.
Comunque, sia che siamo religiosi o no, la cosa essenziale è comprendere la natura della propria mente.
Se non lo facciamo, è molto facile pensare di essere in perfetta salute e di vivere bene la nostra vita quotidiana, mentre in realtà le emozioni che ci disturbano si radicano sempre più nella nostra mente.
Buddha parlò a lungo della sofferenza ma non si riferiva principalmente alle malattie fisiche o al dolore, bensì all’insoddisfazione.L’insoddisfazione è la vera sofferenza, non importa quante cose otteniamo, il nostro desiderio non si riduce…in quanto vogliamo sempre di più.Questa è la sofferenza: questa è l’illusione della frustrazione.
La filosofia buddhista enumera sei fondamentali illusioni che frustrano e disturbano la pace della mente umana e la rendono agitata; l’attaccamento, la rabbia, l’ignoranza, l’orgoglio, il dubbio illusorio e l’influenza delle opinioni errate.
Questi sono fenomeni mentali, non esteriori.
Così quando Buddha insegnò alla gente come superare queste illusioni, sottolineò la necessità di comprendere la loro natura.
Non è possibile ottenere questa comprensione senza esaminare la propria mente, sviluppando conoscenza e saggezza con l’introspezione. Questi fondamentali difetti mentali provengono dall’ego rendendo inquieta la mente.
In una mente poco chiara e per natura inquieta ed ignorante la luce della saggezza non può sorgere, la soluzione a questo problema è la meditazione. Meditare non significa sedersi in un angolo restando immobili, cercando di sviluppare la concentrazione, la meditazione è un tipo di saggezza libera dalla pigrizia, la cui funzione è la consapevolezza dello stato della propria mente.
Nella vita di ogni giorno dovremmo essere consci di tutto quello che facciamo, del perché e di come viene fatto.
Di solito facciamo tutto inconsapevolmente, mangiamo, beviamo e parliamo senza essere pienamente consci di quello che stiamo facendo. Non abbiamo la minima idea di cosa stia accadendo nella nostra mente, anche se affermiamo di esserne consapevoli.
Il metodo del buddhismo consiste nel fornirci idee e metodi da esaminare e da sperimentare; quando comprenderemo la natura della nostra mente, il controllo sorgerà spontaneamente. La fede da sola non può risolvere i nostri problemi, solo la comprensione che sorge dalla conoscenza esperienziale può farlo.
Buddha disse anche che è pericoloso credere in Buddha, e ci esortò invece a capire la nostra autentica natura.

Da un discorso fatto da Lama Yesce in Australia 1978.

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